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aGesic

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Innanzitutto mi presento: sono Salvatore Carlucci, CEO di aGesic, un sistema informatico (pannello di controllo web + app per smartphone) pensato per salvare la vita alle persone che lavorano da sole. L’idea è scaturita diversi anni fa dal lavoro svolto a fianco di un’azienda di fornitura di servizi idrici che aveva la necessità di tutelare la salute dei propri operatori. 
Grazie al gps ed all’accelerometro (normalmente presenti su tutti gli smartphone) aGesic è in grado di rilevare uno stato di malessere o una caduta e segnalare l’emergenza all’azienda, che può intervenire tempestivamente riducendo, così, i rischi per la salute del lavoratore.
Come? Semplice, tramite un pannello di controllo accessibile dal web al quale sarà stato precedentemente collegato lo smartphone del lavoratore. E’ proprio grazie a questo strumento che l’azienda può ricevere la segnalazione di allarme, identificare la posizione del malcapitato e provvedere ad inviare una squadra di soccorso sul posto.
Lo scorso anno abbiamo deciso di partecipare alla “Call for ideas 2015” lanciata da TIM e siamo stati selezionati (tra le oltre mille candidature ricevute) per essere inseriti all’interno del TIM#WCAP Accelerator. Oggi siamo felici di constatare che la nostra posizione sul mercato si sta progressivamente consolidando, ma non perdiamo di vista la ricerca e lo sviluppo di aGesic che ci auguriamo, nel suo ambito, possa diventare uno strumento capace di migliorare la vita delle persone.

Una storia di sicurezza: aGesic: quando il telefono ti salva la vita
INTRODUZIONE: UN PROBLEMA DA RISOLVERE
Per tutti coloro i quali per lavoro sono obbligati a svolgere attività in condizione di solitudine, l’insorgere di un malessere o di qualsiasi altra situazione di disagio implica l’impossibilità di poter essere soccorsi da altri individui.
LE ORIGINI
Questa constatazione è scaturita da una riflessione svolta all’interno di un’azienda, la Severn Trent Italia, sub holding italiana del gruppo multinazionale angloamericano Severn Trent che opera nel settore del servizio idrico integrato, nello specifico nella costruzione e nella gestione di impianti quali acquedotti, depuratori, reti fognarie etc. Molte delle attività elencate (insieme a molte altre) prevedono l’impiego di risorse umane
operanti in stato di isolamento.
Storicamente il gruppo Severn Trent (e tutte le sue estensioni) nel ricoprire il proprio ruolo di player del settore ha da sempre manifestato una costante propensione all’eccellenza. Era quindi quasi un riflesso naturale che si interpretasse questa visione estendendola alla sicurezza sui luoghi di lavoro. 
Per evidenziare il tratto peculiare della sensibilità sociale del gruppo, può essere utile ricordare un episodio in particolare. Quando salì ai vertici della società madre del gruppo, il manager italoamericano Leonard Graziano, recatosi in Inghilterra, sede della maggior parte delle attività di Severn Trent, all’uscita da un incontro con le autorità governative inglesi (tra cui il Principe Carlo), rilasciò una dichiarazione emblematica dell’impegno della società in materia di sicurezza sul lavoro, dicendo orgogliosamente di aver molto sottolineato l’importanza della cura delle risorse umane e della sicurezza delle medesime.
Questa sensibilità è dimostrata anche dal processo intrapreso da un’azienda controllata dallo stesso gruppo, la Umbriadue Servizi Idrici s.c.ar.l. di Terni all’interno della quale ci si interrogava su come migliorare le condizioni di sicurezza della propria forza lavoro, nella stragrande maggioranza dei casi operante in condizione di solitudine.
Un esempio calzante poteva essere quello del manutentore elettromeccanico di impianti, impegnato nella ricognizione presso le stazioni di sollevamento dell’acqua potabile, i pozzi di emungimento o gli impianti di depurazione. Un operaio specializzato che, avendo la sola funzione di verificare il regolare funzionamento dei macchinari, di norma compiva queste azioni isolatamente, senza il supporto di colleghi.
AGESIC
Partendo da una fattispecie simile e tenendo conto della particolare attenzione dedicata dalla casa madre ai temi della sicurezza sui luoghi di lavoro, Umbriadue si dotò di alcuni strumenti che il mercato offriva all’epoca, dovendo tuttavia constatare nell’arco di poco tempo che essi erano del tutto inadeguati dal punto di vista delle funzionalità, della performance e soprattutto da quello dell’affidabilità.
L’inadeguatezza di questi strumenti indusse il management ad abbandonare la sperimentazione che, tuttavia, creò un vuoto, lasciò sostanzialmente incompiuta una criticità che fu oggetto di un’attenta riflessione all’interno del board italiano del gruppo Severn Trent.
Si pervenne, così, alla decisione di dotarsi di uno strumento proprio, progettato su misura delle esigenze evidenziatesi durante la sperimentazione.
A Riccardo Bianchi, allora Amministratore Delegato di Umbria2, venne affidata la responsabilità del progetto.
Messosi subito al lavoro decise di costituire un apposito team all’interno del quale inserire profili con competenze tecniche informatiche specifiche. Ragionando su chi potesse essere in grado di affiancarlo si affidò al talento creativo di Salvatore Carlucci, esperto in ICT, game designer e programmatore ed a Roberto Antoniozzi, ingegnere informatico preparato ed affidabile, entrambi appassionati di nuove tecnologie e
competenti nello sviluppo di applicazioni mobili.
Da lì si susseguirono lunghe sessioni di briefing basate sul lavoro di ricognizione delle situazioni di fatto e di ricostruzione dei risultati attesi, che si conclusero con l’ideazione e la progettazione del sistema che ha poi assunto la denominazione di aGesic. Iniziò così la fase di sviluppo, il cui risultato fu un software in grado di monitorare gli spostamenti di un individuo in tempo reale rilevandone un eventuale stato di malessere o di
difficoltà inviando, in caso di reale pericolo, un allarme.
Per rispondere all’esigenza di un funzionamento in mobilità si decise di optare per un prodotto in grado di integrare due livelli diversi: lo smartphone su cui veniva istallata l’applicazione ed il pannello di controllo accessibile dal web. aGesic era concepito per funzionare sfruttando le tecnologie normalmente presenti su tutti i dispositivi mobili in commercio, quali la connessione dati, il GPS e l’accelerometro.
LA SPERIMENTAZIONE ED IL CONFRONTO CON I DISPOSITIVI PRECEDENTI
Il prototipo venne quindi sottoposto ad una fase di sperimentazione sul campo all’interno di Umbriadue.
I risultati furono ritenuti ampiamente soddisfacenti soprattutto per tutte quelle criticità che, paradossalmente, rendevano inadeguati gli strumenti sperimentati in precedenza (e abbandonati) e che, invece, erano i punti di forza di aGesic. Nello specifico il nuovo prodotto era stato ideato per essere in grado di sopperire all’assenza della copertura del segnale telefonico, come spesso accadeva nelle zone in cui erano impegnati gli operai. Inoltre vi era un elemento distintivo che rendeva aGesic molto più affidabile dei prodotti competitor: l’azzeramento dei falsi allarmi. Esso si attivava solo nell’effettivo momento del bisogno, vale a dire quando un lavoratore era in condizioni effettive di pericolo e non quando (ad esempio) l’operaio era obbligato ad appoggiare lo strumento oppure a sdraiarsi a terra per delle operazioni manutentive su un macchinario.
La conclusione del percorso di sperimentazione ebbe esito positivo e tutte le aziende riconducibili al gruppo Severn Trent Italia decisero di dotare di aGesic tutte la forza lavoro operante in condizioni di solitudine.
aGesic, tuttavia, nacque in questo contesto ma con un occhio rivolto al più ampio novero di attività che impiegano lavoratori in condizioni di solitudine. L’esigenza generatasi all’interno di un settore specifico, quello delle attività riconducibili al servizio idrico integrato, è, infatti, condivisibile dall’intera macroarea dei servizi a rete di rilevanza economica (gas, elettricità etc.).
Quasi sempre ormai il mono operatore è divenuto un tratto distintivo (l’operaio che va ad effettuare la lettura del gas o ad istallare un contatore, situazione analoga a quelli che operano nel campo dell’elettricità). aGesic è stato quindi ideato in modo da poter essere implementato rendendolo adattabile a ciascuna specifica esigenza.
A valle di ciò si decise di costituire un soggetto aziendale nuovo cui affidare la gestione del prodotto, l’ingresso sul mercato e la commercializzazione. Fu così che nacque Arianna srl, la startup innovativa, che dal 2012 ad oggi ha ideato, sviluppato e testato applicazioni per smartphone, ottenendo premi e riconoscimenti di caratura nazionale (lo stesso aGesic ha ottenuto un riconoscimento come finalista allo SMAU di Roma 2013 – Mob app awards, nella categoria business). 

IL CASO
Nella ricostruzione di questa vicenda, in conclusione, si inserisce un evento che, paradossalmente, ebbe luogo proprio mentre era in corso quella riflessione che precedette alla sperimentazione ed allo sviluppo di aGesic. L’episodio riguarda un operatore di Severn Trent Italia deputato a svolgere un’operazione assolutamente semplice, banale, quale quella di recarsi con l’autovettura aziendale presso le stazioni di sollevamento delle reti fognarie ad effettuare la letture dei consumi elettrici. Concretamente questo lavoratore con la sua panda doveva arrivare in un luogo, aprire una porta ed effettuare la lettura del contatore dell’energia elettrica. Questo lavoratore, nell’uscire dal box nel quale era alloggiato l’apparecchio, ebbe un infarto. Ci si accorse che quel lavoratore poteva aver avuto un problema solo molte ore dopo, quando un passante, avendo visto la panda ferma nello stesso luogo per molto tempo, contattò telefonicamente l’azienda prendendo il numero dal logo impresso sulla fiancata dell’autovettura.
Solo dopo molte ore l’azienda riuscì ad attivare le prassi tipiche di queste circostanze (verifiche, soccorsi etc.), quando ormai quel lavoratore era deceduto. 

CONCLUSIONE
Nessuno può dimostrare che se quell’uomo avesse avuto aGesic sarebbe sopravvissuto, tuttavia è del tutto evidente che se quel lavoratore ne fosse stato dotato, nell’arco di pochissimi secondi l’azienda avrebbe avuto la segnalazione che lì era insorto un problema e sarebbe potuta intervenire immediatamente, avendo, quindi, una maggiore probabilità di salvargli la vita.

Luogo: Rieti (RI)

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